Il reato di “passeggiata” non esiste e i giudici annullano le denunce!

Sempre più sindaci vietano attività motorie e passeggiatine per limitare il contagio dal coronavirus. In realtà, però, andrebbero vietati gli assembramenti

Il reato di “passeggiata” non esiste e i giudici annullano le denunce

Il reato di “passeggiata” non esiste

Sempre più sindaci – l’ultimo è Gaetano Scullino di Ventimiglia – vietano attività motorie e passeggiatine per limitare il contagio dal coronavirus. In realtà, però, andrebbero vietati gli assembramenti, non l’attività sportiva. Non c’è, infatti, alcun reato di “passeggiata” ed è per questo motivo che i giudici tendono ad annullare tutte le denunce, come riportato anche dal portale “Ildubbio” (organo della Fondazione Avvocatura Italiana), secondo il quale vengono emesse troppe segnalazioni per la violazione delle disposizione sul decreto Coronavirus.

“L’allarme viene direttamente dalla Procura di Genova, “sommersa” in questi giorni dalle notizie di reato per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e falsa attestazione da parte delle Forze di polizia in relazione all’emergenza in corso – scrive Il Dubbio -. Il problema è nato dalla qualificazione giuridica delle condotte da sanzionare, e quindi dei reati che verrebbero violati, inseriti nei moduli prestampati diffusi dal Ministero dell’interno per giustificare gli spostamenti all’esterno della propria abitazione. L’autocertificazione in questione, peraltro, è stata recentemente aggiornata da parte del capo della polizia con la previsione anche dell’indicazione di ‘non essere positivo’ o in ‘quarantena’”.

Secondo Il Dubbio: “L’attenzione dei magistrati si è concentrata sull’articolo 495 cp, «falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla

«Le persone che, fermate per controllo, offrano giustificazioni non veritiere – aggiunge D’Ovidio – non possono essere denunciate per l’art. 483», che punisce la «falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico» con la reclusione fino a due anni. Il motivo? «L’impossibilità di qualificare come “attestazione” penalmente valutabile la dichiarazione che, non può ritenersi finalizzata a provare la verità dei fatti esposti», puntualizza la toga. Resta, allora, solo la violazione dell’art. 650 cp,
«inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità», una contravvenzione punita con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro. Poca cosa, quindi, rispetto ai due reati che erano stati previsti dal Ministero dell’interno.L’art. 650 è uno scarso deterrente per le persone che, nonostante i ripetuti avvisi, continuano imperterrite ad uscire di casa senza giustificato motivo. Il governo, infatti, ha già in programma una stretta per cercare di arginare il fenomeno. Ipotizzando, ad esempio, il reato di diffusione di epidemia.

Tornando, comunque, alle indicazioni date dalla Procura di Genova alle Forze di polizia, i

identità o su qualità personali proprie o di altri», reato punito con la reclusione non inferiore a due anni. Martedi scorso è stata diffusa una circolare alle Forze di polizia firmata da Paolo D’Ovidio, procuratore aggiunto della Procura magistrati ricordano che la ratio della circolare punta a vietare gli immotivati spostamenti delle persone, consentendoli solo all’interno della zona di residenza, ed evitando quelli fra territori limitrofi. Sono vietati, poi, gli spostamenti in gruppo e gli assembramenti di persone.

Fonte: https://primalariviera.it/cronaca/il-reato-di-passeggiata-non-esiste-e-i-giudici-annullano-le-denunce/?fbclid=IwAR2q6KCGNmvi82WX5La6nQEDFy0echoezX-x-NEHj73RxnBUpEXR83gkJMw

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