Testimonianza di un amico. Il Governo italiano non ci ha aiutati. Siamo rimasti bloccati all’estero per giorni!

Ecco la mia storia di come, a fatica, sono riuscito a tornare in Italia dall’Argentina durante il Coronavirus grazie ad Alitalia,all’ambasciata italiana di Buenos Aires ed al consolato. O meglio, nonostante Alitalia e l’ambasciata italiana a Buenos Aires ed il Consolato. 

Ma andiamo per ordine. A marzo, quando inizia il lockdown mi trovavo in Patagonia a quasi 2000 Km da Buenos Aires. Come molti altri connazionali, e come molte altre persone che sono state sorprese dalle restrizioni in nazioni straniere, scrivo al consolato italiano per chiedere informazioni sul rientro visto che il mio volo era stato cancellato e non mi sarei potuto muovere da dove mi trovavo, vista l’assenza di autobus ed aerei di linea dovute alle restrizioni. 

Dopo qualche giorno di attesa mi viene detto, a fine marzo, che ci sarebbe stato un volo ad inizio Aprile, tra il 7 e 9 e che mi conveniva spostarmi a Bs As per poter prendere il volo. 

Come arrivare a Buenos Aires? Sono quasi 2000 km! La risposta non mi viene data, so di altri italiani in Patagonia e a nessuno viene fornita una soluzione. Per fortuna l’ambasciata francese, che ha supportato i propri cittadini molto meglio di come hanno fatto le autorità italiane con noi, mette a disposizione un autobus che dalla Patagonia va fino all’aeroporto Internazionale di Buenos Aires in data 3 Aprile (un grazie, in questo caso, al Consolato Italiano di Bahia Blanca per averci messo al corrente di ciò). 

Arriviamo all’aeroporto di Ezeiza la mattina del 4 Aprile, dopo 27 ore di autobus. I cittadini francesi hanno il volo per Parigi il giornistesso, ed un altro in data 7 Aprile. I cittadini spagnoli hanno anche loro il volo il giorno stesso, e poi ne avranno uno a settimana per tutto il mese. Anche per la Germania vediamo partire più di un volo a settimana. Prezzi? Il volo per Madrid 400 Euro, quello che per Parigi 500. La differenza la mettono i rispettivi governi vista la situazione di emergenza (dopo una ricerca su internet ho scoperto che il prezzo medio di un volo da Buenos Aires all’Europa durante l’emergenza Coronavirus è tra i 400 e i 700 Euro. Con una sola grande eccezione, indovinate quale? Lo scopriremo a breve).

E per i cittadini italiani? Ci dicono che ci sarà un volo l’8 Aprile, e ci consigliano di trovarci un alloggio a Buenos Aires fino a quella data, ovviamente a spese nostre. Poco male, penso, sono solo 4 notti. E poi per fortuna l’ambasciata francese ci ha fatto arrivare a Buenos Aires a proprie spese (pur non essendo cittadini francesi) quindi si può fare.

Peccato però che il volo dell’8 Aprile verrà cancellato e rinviato a “data da destinarsi”. 

Rimaniamo quindi bloccati a Buenos Aires, a spese nostre, per un totale di 3 settimane, con il volo che partirà poi il 23 Aprile. Il primo volo. 

Durante queste 3 settimane chiamo il consolato più volte, e più volte mi viene detto “nei prossimi giorni vi comunicheremo tutto, stiamo lavorando sugli ultimi dettagli”. A quanto pare sono parecchio lunghi questi dettagli. 

I dettagli vengono ultimati lunedì 20 quando nel pomeriggio con una email ci avvisano che ci sarà n volo in data 23 Aprile. 

Però (c’è sempre un però se si è in mano ad Alitalia ed alle autorità italiane), sorpresa. Il biglietto più economico è di 1881 Euro!!! Solo andata. Per una tratta che solitamente costa intorno ai 1000 Euro andata e ritorno. Se questi erano i dettagli su cui stavano lavorando ne avremmo fatto volentieri a meno. 

Fatto sta che dopo esser stati costretti a pagare per l’alloggio a Buenos Aires (ricordiamo che il precedente volo per Roma era partito esattamente un mese prima, il 23 Marzo, e molte persone erano in lista d’attesa da quella data) e per l’economico biglietto, mi ritrovo la mattina del 23 Aprile nell’ Aeroporto Internazionale di Ezeiza a Buenos Aires con altre centinaia di persone. O meglio, all’esterno dell’aeroporto. All’arrivo noto parecchie persone con gli animi tesi e mi viene spiegato che ci stanno dividendo in 3 gruppi perché c’è stato overbooking. Praticamente hanno venduto più biglietti rispetto ai posti disponibili in aereo e molte persone non potranno tornare in Italia, ma dovranno aspettare il prossimo volo. Ottimo servizio, dopo un mese di attesa e 2000 Euro di biglietto.
Fanno entrare dentro l’aeroporto solo chi è autorizzato a viaggiare, ci misurano la febbre ci mandano uno alla volta a fare il check in.

Io per fortuna riesco a salire sull’aereo grazie al fatto di essere nelle lista di attesa da molto tempo, però è facile vedere la frustrazione delle decine di persone rimaste fuori, anche da sotto le mascherine. Per non parlare di chi non ha potuto raggiungere Buenos Aires in tempo, avendo avuto solo 2 giorni di preavviso ed essendo l’Argentina uno dei paesi più grandi al mondo e con i trasporti bloccati a causa del Covid-19. E, soprattutto, per non parlare della frustrazione che sicuramente deve aver provato chi, magari in viaggio con la famiglia, non ha avuto la possibilità di pagare 2000 Euro a persona per poter tornare a casa.

Alla fine le autorità italiane ed Alitalia organizzano un altro volo per il 25 Aprile per tutte quelle persone che non hanno potuto prendere il volo del 23, dimostrando che in realtà se hanno davvero bisogno un volo in 2 giorni lo riescono ad organizzare. 

Cosa peggiore è poi vedere sul sito della Farnesina o sulle pagine Social del consolato, dell’ambasciata e di Alitalia articoli di autocompiacimento su quanto sono bravi, utili alla cittadinanza e vicino ai bisogni dei cittadini nei momenti difficili. Ma vaff…. Emmhh… grazie mille Alitalia! E grazie mille Consolato!

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