Trump in fabbrica senza mascherina scioglie la task force sul virus.

NEW YORK – Donald Trump ha deciso di smobilitare la task force sul coronavirus, un processo che potrebbe essere completato entro fine mese. E l’annuncio è arrivato mentre il Presidente ha rotto gli indugi e il lockdown personale alla Casa Bianca con il suo primo viaggio nel cuore del Paese. Meta: uno degli stati tra i più contesi nelle prossime elezioni di novembre, l’Arizona. Qui ha visitato un impianto di Honeywell riconfigurato per produrre mascherine mediche N95, quelle più efficaci e rare anche tra il personale sanitario, per la lotta al virus. Ma lui, a differenza di quanto anticipato dai suoi collaboratori, non l’ha indossata, non perché non ce ne fossero ma per scelta.

Niente mascherina per il presidente
I dipendenti della fabbrica, che produce sulla base di una commessa del Pentagono da 27,4 milioni di dollari, erano tutti con la maschera e cartelli affissi all’interno dell’impianto richiedevano esplicitamente di indossarla. La Casa Bianca ha fatto sapere che Trump è stato esonerato da Honeywell dall’obbligo della mascherina. Il presidente ha ringraziato i lavoratori, 150 in tre turni, perchè sfornano «mascherine fatte alla perfezione», e con una ormai tradizionale virata nazionalista ha precisato: «non come quelle che arrivano da altri Paesi»

Gli Stati Uniti sono stati scottati da scarsi controlli su test e materiale medico, che i critici hanno tuttavia attribuito in buona parte all’inadeguato coordinamento nazionale e a scarsi controlli di qualità. Un effetto di drastici tagli e ridimensionamento: le agenzie federali per la sanità pubblica sono state negli ultimi anni, anche prima di Trump ma con maggior forza sotto la sua amministrazione, soggette a drastici tagli e ridimensionamenti.

Un viaggio politico
Il gesto del presidente, viaggio men che indispensabile e niente mascherina, ha denotato un chiaro messaggio politico più che di salute pubblica: il virus appare oggi nello specchietto retrovisore della Casa Bianca. Trump ha indicato che la task force sanitaria sarà sostituita da una nuova forma di commissione speciale, dedicata alla sicurezza e riapertura del Paese e della sua economia, che la Casa Bianca riconosce dietro le quinte di considerare tuttora la carta vincente per le urne. «Guardiamo alla Fase 2 e ad altre fasi» ha detto Trump – pur aggiungendo che il coordinatore della risposta al virus, Deborah Birx, e altri esperti di sanità pubblica manterranno un ruolo attivo. Gli incontri e i briefing della task force sul virus si sono già diradati negli ultimi giorni pur senza comunicazioni formali.

Vittime in aumento e scarsità alimentare
La decisione preannunciata da Trump sul futuro della task force ha sollevato polemiche. La pandemia rimane grave: ai numeri in miglioramento di New York si affiancano contagi sempre piùv gravi in altri stati, spesso quali e nel centro del Paese. Focolai drammatici sono emersi in impianti di macellazione, in prigioni e case di cura, in riserve indiane quali quella dei Navajo e degli Hopi. Le infezioni negli impianti di macellazione stanno paralizzando anche l’economia, in particolare le forniture alimentari di carne: la catena di fast food Wendy’s ha esaurito gli hamburger in un locale su cinque su scala nazionale.
Il totale delle vittime è salito sopra quota 70.000 con oltre un 1,1 milioni di malati diagnosticati, probabilmente cifre sottostimate. L’aumento è almeno di 25.000 nuovi malati al giorno, un tasso di crescita tra i 2% e il 4%, con oltre mille vittime quotidiane ormai da oltre un mese (2333nelle ultime 24 ore). I modelli epidemiologici prevedono accelerazioni, con le parziali riaperture di alcuni stati spesso considerate troppo affrettate, con forse 134.000 vittime entro agosto, e centinaia di migliaia di nuovi infetti.

Trump però ha insistito anche durante la visita in Arizona a sollecitare la riapertura del Paese, anche se le vittime aumenteranno: «Non possiamo tener chiuso il nostro Paese per i prossimi cinque anni», ha detto. «Alcuni saranno colpiti duramente? Sì. Ma dobbiamo aprire ilnostro Paese e dobbiamo aprirlo presto».

La denuncia del capo dei vaccini
Trump, con il viaggio in Arizona, ha segnato simbolicamente l’ingresso in una nuova Fase 2, che vuole di ripresa, indossando solo occhiali ma non, appunto, la mascherina. Non è stato il solo passo. La sua amministrazione ha scatenato nuovi attacchi ai potenziali critici: ha vietato al direttore del centro per le malattie infettive Anthony Fauci di testimoniare alla Camera, a maggioranza democratica. L’ex responsabile del laboratorio federale per i vaccini, Rick Bright, ha accusato in un ricorso di 89 pagine presentato alle autorità federali di esser stato rimosso per aver resistito la promozione di clorochina e idrossiclorochina, care al Presidente, contro il virus. Le pressioni per indirizzare contratti per milioni di dollari a società «con connessioni politiche con l’amministrazione», tra cui un’impresa vicina al genero e consigliere di Trump, Jared Kushner.

Kushner e i Vip
Kushner guida già anche una task force ombra su forniture sanitarie e riapertura del Paese, al centro di scandali. Ai suoi ordini un gruppo di giovani militanti e volontari ha agito da filtro alla Fema, l’agenzia per le emergenze nazionali, nel considerare proposte e segnalazioni per reperire materiale medico e di prima necessità. Ha avuto l’ordine però di privilegiare piani arrivati da amici e conoscenti del Presidente, con il New York Times che ha rivelato l’esistenza di una vera e propria Lista Vip da privilegiare, indipendentemente dalla serietà delle informazioni. Medici con idee e agganci seri sulle forniture sono finiti così in coda o mai considerati. I volontari erano oltretutto privi di alcune esperienza in materia, comprendevano ex partecipanti ai reality show del Presidente e giovani fan di Trump.

Fonte: http://amp.ilsole24ore.com/pagina/ADnIngO

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